A proposito di AMP, protocolli e Pesca Subacquea in Apnea. a che punto siamo?
Da qualche anno il fermento e la paura che circolano fra gli appassionati della pesca subacquea in apnea sul reale e concreto pericolo di vedersi nell’impossibilità di praticare la propria attività in Italia ha dato luogo a molteplici iniziative, spesso coraggiose, ma non risolutive.
Il fatto è noto: l’istituzione di numerose AMP, e molte altre verranno, ed il divieto di esercitare “forme di prelievo”, con la conseguente esclusione della pratica della nostra attività dalle AMP stesse.
Sia chiaro che il problema non sono le AMP, che sono luoghi necessari ed utili, ma la loro regolamentazione e gestione.
La legge, infatti, stabilisce che tutte le attività di prelievo sono bandite dalle AMP, ma immediatamente dopo applica una deroga. Quindi, prima vieta un’attività e immediatamente dopo stabilisce una eccezione, che viene concessa senza alcun criterio esplicito. In base a questa deroga nelle AMP sono ammesse, in realtà, quasi tutte le forme di prelievo, quelle esercitate dai pescatori professionisti (ad esclusione della pesca a strascico), e quelle esercitate dai pescatori sportivi o amatoriali.