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  Forum  Aree Marine Pro...  In Generale  Visto che hanno chiuso il forum Gaia (Il pianeta che vive)
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Nuovo messaggio 05/04/2008 11.46
L'Utente non è in linea Cyberman
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Visto che hanno chiuso il forum Gaia (Il pianeta che vive) 
Modificato Da Cyberman  in 05/04/2008 11.48.38)
Vi ricordate il forum della RAI - Gaia il pianeta che vive? Avevamo iniziato in quella sede una discussione con il Sig. Mario Tozzi (Neo presidente del Parco dell'arcipelago Toscano) sul significato e la fruibilità di questa nuova AMP. Ebbene, il forum, è stato eliminato definitivamente da internet.
 
Abbiamo pensato quindi di proporvi questo nuovo luogo (Forum) dove poter parlare "serenamente" dei problemi che vedono i pescatori in apnea estromessi da tutte le zone delle AMP.
 
Chissà magari il Sig. Mario Tozzi vorrà farci compagnia anche qui ???
 
Nuovo messaggio 06/04/2008 14.23
L'Utente non è in linea elpedroloco2002
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Re: Visto che hanno chiuso il forum Gaia (Il pianeta che vive) 

Complimenti mi sembra una manovra intelligente ed un ottimo  spunto per discutere di tutte le aree marine protette sorte in  Italia e magari  nella mia Sardegna  che ne è piena e non una sola area marina è controllata a dovere, tanto che chiunque fa quello che vuole all'interno all'insaputa (spero) delle autorità competenti, quindi queste aree si trasformano in vere e proprie riserve di pesca per i bracconieri di ogni genere.

 
Nuovo messaggio 06/04/2008 16.08
L'Utente non è in linea Cyberman
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Re: Visto che hanno chiuso il forum Gaia (Il pianeta che vive) 
Concordo in pieno! Per esempio guarda l'istituenda AMP dell'isola del giglio, vogliono ammettere la pescasub ai soli residenti che quindi avranno la loro "riserva personale" e potranno farci quello che vorranno nella legalità e nella Illegalità tanto un comune mortale pescasub non ci potrà mai mettere piede e non potrà mai vigilare!!!
 
 
Nuovo messaggio 02/06/2008 22.02
L'Utente non è in linea polter
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Re: Visto che hanno chiuso il forum Gaia (Il pianeta che vive) 
Be almeno li i residenti pescano..è già qualcosa...meglio di niente! Dove vivo io (Oristano) siamo banditi in tutta la zona migliore: la penisola del sinis (Km e Km e Km di costa). Noi che pratichiamo la pesca più selettiva e dal prelievo irrisorio...Poi però reti e palamiti a perdita d'occhio, cannisti che giorno e notte fanno secchiate di medagliette (tipo oratine di 5 cm) e chiunque vuole si porta via migliaia di ricci in un colpo solo!!!! Tutela???
 
Nuovo messaggio 22/09/2008 12.19
L'Utente non è in linea mosgi
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Re: Visto che hanno chiuso il forum Gaia (Il pianeta che vive) 
Quello che dovremmo fare è di coalizzarci e non farci la guerra come spesso accade forse in questo modo poptremmo ottenere qualcosa anche riguardo alla discriminazione per quanto riguardo il fermo biologico.................... vi allego uno scritto di un amico che ritengo sia utile.........un saluto a tutti...............LE ELEZIONI POLITICHE 2008 E LE A.M.P.



Il disastro ambientale in Campania procurato dal mancato smaltimento dei rifiuti solidi urbani ha messo sotto gli occhi di tutti i cittadini italiani oltre all’inefficienza di un sistema politico anche l’inefficacia del modello ambientale di diffondere massicciamente sul territorio nazionale Aree protette e Parchi naturali.

La Campania in molte zone è soggetta a forte restrizione territoriale per la presenza di numerosi parchi che dovrebbero tutelare i diversi ecosistemi terrestri, oggi questa regione è al collasso ambientale, al limite di dover mettere sotto controllo e in moratoria alcuni frutti della sua terra (es. mozzarella di bufala e ortaggi) per la presenza di diossina.

I parchi non hanno contribuito per nulla alla tutela del territorio!

Hanno rappresentato un orpello inutile nel degrado ambientale generale!



Con dolore riesumo ancora un detto del Movimento studentesco del 1968:
“Non si costruisce un ‘isola d’oro in una società di merda” allora si riferiva alla contestazione studentesca sulla efficienza delle università italiane(che alcuni volevano riformare) dentro una società abituata a gestire le istituzioni in maniera reazionaria e conservatrice.

Si può adattare questo detto al caso attuale:

“ Non si costruisce un parco in un territorio di mondezza”.



Il territorio sia terrestre sia marino va considerato nella sua interezza e va tutelato in quanto ambiente globale dove le collettività umane devono poter interagire con i diversi ecosistemi.



Il modello integralista di isolare grandi aree a regime controllato in alcuni casi a divieto totale di accesso è stato bocciato dalla maggioranza degli elettori che hanno azzerato la presenza politica in Parlamento della aggregazione politica (SINISTRA ARCOLBELENO) nella quale sono confluiti i rappresentanti dei Verdi primi fautori di questo schema di sviluppo e di tutela territoriale.



Nei parchi marini e nelle A.M.P. le contraddizioni di questo modello di sviluppo sono ancor più evidenti: Divieto totale di accesso ai pescatori subacquei contro la facoltà di praticare la pesca professionale.

Criminalizzare una categoria di pescatori e santificarne un’altra è un’operazione che insieme ad altre “cantonate” in termini ambientali hanno duramente punito (dal punto di vista elettorale) un’organizzazione politica che su questo tema ora deve cercare di rifondarsi su una piattaforma di tutela ambientale concertata tra le diverse categorie di persone che “vivono il mare”.

Nel movimento politico della sinistra, santificare i pescatori professionisti in quanto lavoratori non si sposa con la tutela delle risorse ittiche !

Ho ricevuto dal prof Oritti la seguente missiva che illustra chiaramente come i politici di tutti gli schieramenti corteggino una lobbie che produce un danno al patrimonio ittico e mette in evidenza l’urgenza di affrontare il tema della tutela marina su una base sostenibile e credibile.



TRA IL FUTURO DELLA MIA TERRA CHE RAPPRESENTO E I VOTI, PREFERISCO QUESTI ULTIMI !

La decisione affrontata dall'Onorevole di Forza Italia BENINATI (messinese doc),assessore alla cooperazione e pesca della regione Sicilia, è stata stabilita senza alcuna titubanza, accontentando la vastissima platea di pescatori giunti

da ogni angolo della Sicilia.

"Rispetto a tutte le altre regioni,la Sicilia potrà pescare ulteriormente,rimandando la chiusura della tanto delicata pesca al bianchetto o neonata".
Queste le decisioni del Suddetto onorevole che...in cambio di bustoni di fac simili elettorali rilasciate a migliaia di pescatori Siciliani, giunti alla sede Regionale di Palermo,ha letteralmente consegnato il mare e la sua produttività al degrado totale!



Ora la comunità SENZA VOCE siciliana si chiede:
SI PUO MAI RAPPRESENTARE UNA REGIONE QUANDO NON LA SI AMI E LA SI RISPETTI?



E' giusto barattare migliaia di voti in cambio di migliaia e miglia di indifese sardine e alici, che avrebbero ripopolato il mare e l'economia regionale futura?

massimo oritti.



Gli esperti in risorse ittiche dichiarano che dal ’50 ad oggi sono state consumate il 90 per cento degli stock di molte specie marine.



Le cause:



- L’uomo mangia troppo pesce e sta svuotando i mari. Nella sola Cina il consumo è aumentato di sei volte negli ultimi 30 anni, l’Unione Europea importa ormai tra il 60 e l’80 % del suo fabbisogno. La Fao prevede che la quantità di pesce disponibile pro capite entro il 2015 diminuirà del 15 %.

- Pirati che pescano di frodo, in zone vietate, senza permessi e usando tecniche distruttive. «Pescano in periodi proibiti e prendono esemplari giovani che ancora non si sono riprodotti, condannando in questo modo la specie all’estinzione» (Carl Gustav Lundin, capo del programma Mare della World conservation union, Iucn). «In mare aperto la pesca non è affatto ben regolata» «e anche quando le norme esistono sono spesso complesse. Rispettarle e farle rispettare è costoso, ci sono tanti modi per aggirarle» «L’Ue paga contributi ai suoi pescatori per uscire in mare a distruggere le risorse e, nonostante ciò, i pescherecci operano in perdita e spesso pescano più del consentito per recuperare le spese» (Lundin)..

- reti gettate per prendere specie pregiate vengono ritirate colme al 90 per cento di altre specie, materiale di scarto da ributtare in acqua.

- le navi che setacciano il Mediterraneo a caccia del tonno rosso: hanno una capacità di cattura doppia rispetto alla quota fissata dalla commissione internazionale per la conservazione del tonno atlantico, tre volte e mezzo quella consigliata dagli scienziati per evitare il collasso della specie.

La soluzione per soddisfare la crescente domanda di pesce è, secondo molti esperti, l’acquacoltura. Ma potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. Per ingrassare un tonno ci vogliono 20 chili di altro pesce. (roiatti@mondadori.it)



Sono state finanziate con il denaro pubblico trasmissioni televisive come “Linea Blu” e “Pianeta Mare” per costruire un’immagine sostenibile del pescatore professionista moderno quando nella realtà la maggior parte di questa categoria depreda il mare senza tenere in alcuna considerazione il futuro delle risorse ittiche.

Ancora una volta la televisione italiana, indistintamente pubblica e privata, ha manipolato l’informazione facendo vedere quello che non è!

Si consente l’attività di questa categoria di lavoratori nei parchi marini e nelle A.M.P. e si vieta quella della pesca subacquea che preleva una quantità ridicola di pescato rispetto alle quantità globali !

Con la mistificazione della tutela ambientale, sono stati organizzati dei baracconi (Ente parco marino) che succhiano denaro pubblico per realizzare delle riserve di pesca per alcune fasce di pescatori professionisti. In queste strutture la tutela ambientale è l’ultimo problema, il primo è mungere soldi ai visitatori con balzelli d’ogni genere (dal semplice ticket d’ingresso, al pedaggio per l’ancoraggio). Nella maggioranza dei casi il direttore di un parco marino non ha mai messo il naso sott’acqua, ne ha organizzato alcun monitoraggio subacqueo delle risorse ittiche, primo passo per lo studio del territorio e la verifica della eventuale tutela.

Se lo avesse fatto saprebbe del processo di eutrofizzazione in atto da alcuni anni nel Mediterraneo che porta a ricoprire di uno strato di mucillaggine il fondo marino evento contro il quale la barriera di un parco marino non può far nulla dipendendo dalla chimica dell’acqua del mare e porterà nel futuro ad una situazione simile a quella della regione Campania.

Quando poi intervengono interessi nazionali le regole di un parco marino vengono messe da parte. Nel parco di La Maddalena nel 2009 si organizzerà il G8, mandati via gli americani dalla base per sommergibili atomici di Santo Stefano, si parla già di riconvertire le strutture esistenti in mega hotels cinque stelle, cantieri per la nautica da diporto per grandi imbarcazioni, naturalmente, per ospitare il grande evento tutto in deroga alle leggi del parco nazionale.

Mi metto nei panni di quei pescatori subacquei che per disgrazia sono stati “catturati” nel parco (dove peraltro è consentita la pesca subacquea ai residenti)dalle moto d’acqua della polizia di Palau che si è distinta nelle precedenti stagioni estive in questa operazione: hanno dovuto affrontare un procedimento penale con tutte le conseguenze del caso ed ora le stesse regole del parco saranno eluse impunemente da “palazzinari “ che in deroga alle leggi vigenti, la dove non si potrebbe toccare una pietra, coleranno il loro cemento purificatore…



L’ambientalismo italiano della sinistra Arcobaleno che considera così male la pesca subacquea non tiene conto dei costi in termini di CO2 prodotta per la cattura, trasporto, esposizione del pesce pescato dalla pesca professionale (spesso condotta all’estero) e quella del pescatore subacqueo dilettante.

Quest’ultimo, per procurarsi il pesce da mangiare spesso si spinge a nuoto partendo dalla costa con la forza delle proprie gambe produce la sola CO2 per il metabolismo umano, contro quella prodotta dal consumo di ettolitri di carburante per muovere i pescherecci , il trasporto via aerea, via gomma fino al distributore che consuma ancora energia per il suo “banco”.

Chi procura più danno all’ambiente per procurarsi il pesce? Sotto questo profilo: E’ meglio catturarlo con le proprie mani o comprarlo in pescheria?

L’antipatia verso il pescatore subacqueo da parte di questa sinistra è ideologica e immotivata è l’ennesima “cantonata” che ha contribuito ad escludere questi integralisti dal parlamento italiano



Ritengo che i risultati delle recenti elezioni abbiano sancito, oltre alla nuova leadership politica, la fine di un modello di tutela ambientale, la fine delle grandi A.M.P.

Resta comunque l’esigenza di rifondare un movimento ambientalista che si ponga obiettivi realistici conseguenti ad analisi scientifiche corrette, non demagogiche, della situazione “ambiente” in Italia.

Giorgio Dapiran 18/04/2008



 
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